Come fuggire dalle “vecchie” idee.

foto pixaby.com
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Come dice J.M. Keynes: ” La difficoltà non sta nel credere alle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie”.

E’ una situazione ancora presente, in particolare nelle micro e piccole imprese di natura imprenditorial e, condotte da “made self man“. Vale a dire persone che “si son fatte da sole” e che han dato davvero tanto, sacrificio, dedizione e passione per creare magari dal nulla la loro azienda, venti, trenta o quarant’anni fa, ricavarsi uno spazio sul mercato, ed ora trovarsi magari in difficoltà, in balìa del mercato, senza sapere in quale direzione muoversi, quali scelte affrontare.

In queste situazioni, dopo aver gestito l’azienda per molti anni e secondo una visione personale, è più che comprensibile la difficoltà nel separarsi da “vecchie usanze“, anche perchè sono le stesse che hanno portato ad un certo (e soddisfacente) risultato aziendale. La classica frase “abbiamo sempre fatto così” conferma infatti che quel certo modus operandi, in passato, ha portato a buoni risultati.

Purtroppo oggi quelle regole non valgono più perchè i mercati e le persone son cambiate e cambiano in continuazione, non sono più le stesse. Dunque come “fuggire dalla vecchie idee” ?


Dando attenzione e ascolto all’unica persona certa e realmente importante per l’azienda, che ne determina il futuro e sulla quale serve investire tempo e denaro: il cliente ! 


Sono cambiate davvero tante cose, è necessario perciò essere consapevoli che serve capacità di adattamento alle nuove esigenze. Per far ciò dobbiamo:

  • determinare il nostro (azienda) ruolo (obiettivo) sul mercato, ma per trovarlo dobbiamo conoscere e analizzare meglio la nostra realtà aziendale e di settore (dove siamo, cosa facciamo e come siamo percepiti).
  • Dobbiamo poi ascoltare i mercati (partendo dai nostri attuali e preziosi clienti) e cogliere cosa ci chiedono, in cosa credo, cosa cercano,…
  • Apportiamo poi delle migliorie alle “vecchie idee” (oppure inserendo alcune novità che sappiamo gradite). In tante situazioni si possono risolvere alcune mancanze e migliorare i risultati solo con piccole attenzioni e/o modifiche, mostrando così un nuovo approccio al mercato.
  • Facciamo conoscere al nostro target, attraverso il giusto contenuto e con gli strumenti adeguati, queste “novità”.Non è più tempo di andare a “caccia” dei clienti. Oggi i clienti vanno “attirati”, creando dialogo, offrendo cose utili e rispondendo alle loro esigenze, con disponibilità, così facendo saranno loro a trovare noi ed i nostri prodotti/servizi.
  • Monitoriamo i risultati a livello quantitativo (numeri aziendali) e qualitativo (se e come cambia il giudizio, la qualità dei commenti e il grado di soddisfazione).

Questo è, in sintesi, il processo da sviluppare, sempre in funzione del cliente.  change-671374_1920

La bacchetta magica non è in dotazione a nessuno, per cui è anche corretto ricordare che tale processo richiede tempo, che varia in base al tipo di azienda, alle attività svolte in precedenza e al grado di adattamento della stessa, ma attraverso il marketing (in senso lato) è possibile pianificare un percorso costruttivo di grande utilità.

La flessibilità e quindi la capacità di adattamento è la più importante “arma vincente“, a disposizione delle micro e piccole imprese. Per tale motivo se in ogni decisione e scelta consideriamo, come punto di osservazione quello dei clienti (target), oltre a riuscire nel tentativo di “fuggire dalle vecchie idee”, avremo una ragionevole sicurezza che, quanto proposto di nuovo, sarà sicuramente di gradimento. Solo allora le imprese, si anche quelle micro, potranno avere sostenitori del brand.

 

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