Proviamo con Facebook, … è magico.

facebook magicoParlare di Facebook in un blog non è certo una novità da un pò di tempo. Del resto è il social più importante in Italia e la sua notorietà è molto elevata anche tra coloro che non lo utilizzano. L’argomento è vasto e “camaleontico” (visto i frequenti aggiornamenti che si susseguono).
Perciò il mio intento non è certo di presentare novità o disquisire su quella o questa funzione. Per questo vi son indubbiamente persone molto qualificate che già scrivono. Cercheremo invece insieme di capire, ragionando in ottica di micro impresa, se Facebook è davvero magico …


Anni fa i social non esistevano ancora e il sito internet spadroneggiava. L’importante era averlo, magari bello, pieno di immagini, insomma attraente e questo era sufficiente per dedurre che “il gioco” fosse fatto. La convinzione era che il mondo (virtuale) girasse intorno al nostro sito internet: “E’ talmente bello che non si può non notare, adesso finalmente tutti ci vedranno e ci contatteranno per avere i nostri prodotti/servizi“.
Pian piano si iniziò a capire che non era esattamente cosi. Il nostro pur meraviglioso sito era un puntino quasi indecifrabile nell’universo “virtuale” e per farsi notare, tra le varie cose, era necessario offrire spunti di dialogo e di interazione con contenuti davvero “utili all’utente“.

Nel quotidiano oltre a realizzare ottimi prodotti e perfezionare servizi, ci dobbiamo occupare di presentarsi al meglio, in modo trasparente e coerente e cosa prioritaria, costruire relazioni in particolare con i clienti (che non sono più passivi e vogliono interagire), per raggiungere gli obiettivi di vendita.
La stessa cosa vale per il sito internet perchè, di fatto, rappresenta la nostra azienda.

Se tutto questo è vero per il sito internet (e pian piano viene assimilato dalle aziende), per quale motivo non dovrebbe valere per Facebook ?



Il (poco) tempo richiesto per aprire ed attivare un canale social, è inversamente proporzionale
al tempo necessario per gestirlo con strategia e professionalità.

Purtroppo persiste ancora una certa opinione secondo la quale Facebook sia il “Re Mida” dei social. Vale a dire che basta aprire da soli una FanPage, caricare foto solo dei prodotti, invitare parenti, amici e conoscenti a cliccare “mi piace”, notare che il numero di fan aumenta, inserire una serie di promozioni/sconti e “lasciare che Facebook faccia il suo corso“, aumentando le nostre vendite.
In realtà dopo il primo periodo di entusiasmo si nota che il numero di fan è completamente fermo al giro di amici, parenti e contatti che si hanno, che i “mi piace” sui post sono circa 1-2% e di commenti neanche l’ombra. Analisi ?
Ho fatto tutto bene, son sicuro. E’ Facebook che non va bene per la mia azienda, sicuramente li non ci sono i miei clienti, meglio non perdere tempo dietro questi social“. Questo può essere, più o meno, il giudizio finale.
Concordo, così facendo Facebook non è sicuramente “magico”.

Parlare di “magia” forse è eccessivo. Meglio parlare di cose concrete e realistiche che si possono avverare se si recepiscono alcuni aspetti !

Fermo restando che vi è molto materiale che tratta questo argomento, mi limito a sfatare certe credenze e riunire alcune “regole basilari” scontate  per i più esperti, ma non così certe per coloro che, frettolosamente, han seguito il “trend” o il diretto competitor, aprendo la loro Fanpage (vale a dire la pagina Facebook aziendale, da non confondersi con il profilo personale).
Ecco di seguito sette utili “pillole”:

  1. Per quale motivo la mia azienda deve essere su Facebook ?” e “Quali sono gli obiettivi di tale presenza on line ?“.
    Prima di partire (ma anche dopo), rispondiamo in modo sincero a queste domande, perchè sono la chiave del successo, le risposte date ci dicono tutto. Facebook (cosi come gli altri social), NON è il traguardo ma un canale per raggiungere un certo risultato. Avere tanti fan non è un traguardo e non vuol dire nulla. Come il sito deve avere degli obiettivi, cosi vale per i social media.
    Apriamo la fan page che intanto ci siamo, siamo visibili e prima o poi, magari, facciamo qualcosa” è una scelta insensata.
  2. Anche se le cose stanno cambiando, Facebook NON è un canale di vendita.
    E’ nato come luogo dove costruire relazioni tra persone. Se le aziende vi partecipano, devono conoscere e rispettare le “regole del gioco”. Affermare che “Facebook fa vendere” non è corretto. Con Facebook costruiamo e gestiamo relazioni, offrendo contenuti gratuiti, utili e in linea con il nostro target, educando cosi il potenziale cliente a scegliere noi rispetto ad altri. Come tutte le “semine”, porta frutti se è stata curata.
  3. Facebook non trasforma nulla, si “limita” ad amplificare quello che noi siamo.
    Cercare di mostrarsi differenti dalla realtà è penalizzante in termini di reputation. Serve coerenza in ogni azione. Inoltre se abbiamo problemi aziendali, Facebook non li “cura”. Se invece lavoriamo in una certa direzione, allora questo social può amplificare gli esiti positivi (così come quelli negativi).
  4. I miei clienti difficilmente sono su Facebook“.
    Direi che è improbabile visto che Facebook copre praticamente tutte le fasce d’età e sono 20 milioni quelli attivi ogni giorno.
  5. “Carico alcuni post perchè così i miei fan sono aggiornati sulle novità”.
    Oggi come oggi un semplice post su Facebook viene visualizzato da un esiguo numero di fan. Se vogliamo essere sicuri che lo visualizzino dobbiamo, necessariamente, ricorrere a Facebook ADS, ossia a pagamento (perciò il contenuto ne deve valer la pena). Anni fa un nostro post aziendale era discretamente visibile dai nostri fan, ma l’aumento di fanpage ed il numero crescente di “amici” e di “mi piace” a favore delle fanpage, ha generato la cosiddetta saturazione. Ossia, impossibile vedere tutti i post dei nostri contatti (amici e fanpage). Anche se vi è una certa attenzione all’affinità e ai “contenuti di valore” rispetto ai post smaccatamente commerciali, è molto difficile che quel post goda di una certa visibilità, senza ricorrere al pay per click.
  6. “Sono perplesso sull’esser presente con l’azienda, voglio evitare di trovarmi delle critiche”.
    Se questa è la motivazione per non essere presenti su Facebook, desidero rassicurare che le persone hanno a disposizione vari modi per parlare della nostra azienda. Se vogliono criticare lo fanno ugualmente, anche se noi non abbiamo un “nostro” canale sul quale sfogarsi. Molto meglio invece esserci, per ascoltare e sapere cosa dicono di noi e in caso di critiche, affrontarle con professionalità. La presa in carico di una critica e la risoluzione positiva della stessa, ha un effetto molto importante sulla reputazione (e quindi anche in chiave commerciale).
  7. La distinzione tra “mondo virtuale” e “mondo reale” non esiste.
    Anche perchè sfido a mostrarmi dove termina il primo ed inizia il secondo. E’ una distinzione diffusasi alcuni anni fa ma che non ha motivo di esistere, per il semplice motivo che ciò che viene fatto nel “mondo reale” influisce il “mondo virtuale” e viceversa, tutto è integrato. Pensiamo all’uso di prodotti/servizi, ristoranti o turismo, poi recensiti on line. La stessa cosa vale per eventi, promozioni, comunicati, lanci di nuovi prodotti, segnalati on line e poi vissuti nella “realtà”.

E’ tutto ? No, certamente vi son molte altre cose che si possono suggerire in merito a Facebook, ma se sei alle prime armi assimilare queste è già un’ottimo inizio perchè ci permette di evitare errori grossolani o mancanze rilevanti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.