Micro impresa: sei steps per crescere (2/2).

Micro Impresa: 6 steps per crescere
Micro Impresa: 6 steps per crescere

Qualche giorno fa ho introdotto questo argomento, anticipando come per la micro impresa (e non solo) proporre “solo” prodotti/servizi di qualità, oggi, non sia più sufficiente. Serve costruire, per il cliente finale, un valore aggiunto che ci distingua sul mercato !

Per spiegare perchè sia ormai fondamentale costruire altro in un rapporto con il cliente finale, nel post son partito dall’evidenziare il nuovo profilo di quest’ultimo.

Dunque quali possono essere questi sei steps per crescere, ad esempio, per una micro impresa presente nel settore “fashion” (tessile, calzature, beauty, accessori casa e personali) ?

  1. PRODOTTO:
    la base è costituita dal prodotto che la micro impresa propone sul mercato. Le sue performance soddisfano le esigenze ? La qualità delle materie prime impiegate rappresenta un plus, magari da comunicare anche in un ottica di responsabilità sociale ? I processi di lavorazione presentano innovazioni recenti, sono note ? Esiste un’ampiezza e profondità di gamma ? Il made in Italy è un plus importante per in nostri clienti, ne sono a conoscenza ? L’immagine a partire dal “pack” è adeguata e coerente, cosa ne pensano i nostri clienti ed il commerciale ? Come viene recepito sul mercato ?
    Quesiti che ci possono suggerire interessanti innovazioni di prodotto, relativamente economiche, ma che danno ottimi risultati.
  2. PREZZO:
    è la variabile più usata, presente nelle condizioni commerciali proposte. Sconto, saldi, tagli di prezzo, ribassi sono le armi principali utilizzate per vendere nel breve periodo.
    Se invece si ragionasse sul prezzo non fine a se stesso, ma visto nel rapporto qualità/prezzo quali risultati potremmo avere ?
    In questo “rapporto”, purtroppo, si considera ancora e solamente la qualità come performance del prodotto, ma è molto di più !
    Se oltre alle performance creo altro valore per il cliente finale, aumento sensibilmente il peso della variabile “qualità” che, di conseguenza, giustifica un prezzo superiore.
    La “qualità” dunque è data da tante variabili: valori e storicità aziendale, unicità di posizionamento, attività benefiche e di responsabilità sociale, trasparenza e coinvolgimento del target, materiali e/o procedure eco friendly, capacità di ascoltare suggerimenti e critiche, coerenza tra l’immagine comunicate e le attività svolte, “ambiente” in cui si acquistano i prodotti.
    Agire, in maniera coordinata, su questi aspetti incrementa la qualità percepita e quindi il rapporto qualità/prezzo.
    Due esempi ? Zara: location di prestigio, ambienti moderni e “lussuosi”, attenzione e cura dei dettagli. Carpisa tatoo: puoi personalizzare il tuo trolley e renderlo unico. Una crescita di valore che aiuta ad incrementare la qualità percepita.
  3. IMMAGINE:
    non la sola pubblicità, che spesso e volentieri si considera come la sola immagine che conta. L’Immagine di una micro impresa è legata a tutto ciò che realizza e comunica, internamente ed esternamente. Ogni sua attività comunica: una risposta ad una mail di un cliente finale, la scelta dei fornitori di materie prime, la collaborazione con fashion blogger, la gestione di un questionario ai clienti finali, oppure la gestione del rapporto con i suoi dipendenti. Tutto è comunicazione e tutto influisce sulla sua reputazione e posizionamento. La cosa principale da rispettare in tutto ciò è la coerenza. Guai a voler trasmettere un’immagine diversa da quella reale o percepita.
  4. INNOVAZIONE:
    L’innovazione insieme al marketing, sono le sole due funzioni logiche per la micro impresa, per creare clienti, il resto è complementare (P. Drucker). Innovare, spesso è sinonimo di qualcosa di rivoluzionario e di investimenti elevati per l’azienda. In realtà cosi non è.
    Significa trovare un nuovo modo di progettare, produrre o vendere. Significa creare un cambiamento in meglio dello stato di cose esistente o modificare l’ordine delle cose stabilite per far cose nuove.
    Ecco allora che innovazione vuol dire: nuove materie prime che soddisfano nuovi bisogni (e nuovi mercati), nuovi formati/confezioni, ma anche innovazioni nella logistica per ottenere economie di scala, innovazioni per nuove occasioni d’uso innovazione dei sistemi di vendita/distribuzione.
  5. ATTENZIONE AL CLIENTE:
    qui il richiamo al profilo del “nuovo cliente” fatta nel post precedente è d’obbligo. Tra questi sei steps l‘attenzione al cliente ha la priorità assoluta. La crescita passa inevitabilmente da qui. Il dialogo, l’ascolto, il coinvolgimento (o engagement), la gestione regolare di un rapporto (CRM), la trasparenza sono tutte attività vitali per una micro azienda. Grazie a queste, che non è equivalgono a perdita di tempo, la micro azienda migliora l’esperienza vissuta dal cliente con il prodotto, crea solidi rapporti ed un alto valore percepito, distinguendosi dalla concorrenza che, magari, è ferma al solo “perfezionare” le performance tipiche del prodotto.
    Ad esempio, sempre nel caso di produzione e vendita trolley, se invece di focalizzarmi solo sulla resistenza del prodotto (mercato determinato), curo pure il design, l’estetica e ci aggiungo dei servizi tipo fidelity card o assicurativi, come Carpisa, il valore creato per il cliente è decisamente superiore, vincente e risponde a nuovi bisogni (mercato indeterminato).
  6. WEB MARKETING:
    Altro steps fondamentale per la micro impresa. Argomento sicuramente molto ampio e che merita altri post dedicati. Qui mi limito a dire che la presenza è basilare, ma non basta esserci. Purtroppo ci son ancora micro imprese che si limitano a farsi “confezionare” un sito dal “vicino di casa”, magari anche bravo, ma sulla base di quale strategia ? Oppure aprirsi personalmente una pagina fan FB, perchè cosi ha fatto il suo concorrente diretto e poi chiedere amicizia di parenti e amici e metterci su solo promozioni o poco altro e giungere dopo poco, alla conclusione che i social per lui non funzionano. Ti credo !!
    Le attività di web marketing vengono solo dopo la realizzazione di una strategia aziendale che, in fase operativa, può richiedere l’attivazione di alcuni strumenti, non uguali per tutti. Ricordiamoci poi che le web activity non sono il fine ma il mezzo per giungere a determinati risultati.  Il suggerimento più sincero è quello di non bruciare i tempi, arrivando subito all’apertura di canali social o siti vari perchè c’è fretta di avere risultati e “tanto cosi mi faccio vedere e mi porto avanti“.
    Sapendo che un simile modo di agire oltre a farti perdere tempo e denaro senza alcuna utilità, potrebbe influire negativamente sulla reputazione aziendale, lo faresti ugualmente ? Rifletti.

Ovviamente l’intervento in uno di questi steps produce effetti anche sugli altri, non sono distinti. Dunque da quale partire ? Sicuramente il punto 5 è consigliabile ad ogni micro impresa. Poi dipende più che dal budget, da cosa emerge dall’audit realizzato grazie al marketing.
Avere grandi budget ma non sapere dove siamo, dove vogliamo andare e quindi quale strada dobbiamo prendere, è una condizione aziendale piuttosto negativa.

 

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